Cosa c’è da sapere sugli adolescenti

“Gli adolescenti hanno un incredibile capacità di apprendimento e potranno anche sembrare adulti e pensare sotto molti profili come degli adulti ma è di cruciale importanza sapere che cosa sono in grado di fare, insomma quali sono i loro limiti cognitivi, emotivi e comportamentali”

 

L’adolescenza è un processo evolutivo che coinvolge e spesso sconvolge l’intera famiglia dell’adolescente, un processo evolutivo complesso, ricco di cambiamenti ed instabilitá.

 

Il corpo cambia, i punti di riferimento si diversificano, le capacità cognitive si sviluppano, emergono nuovi bisogni, nuove curiosità ed interessi. In tutto questo pentolone di aspetti in evoluzione, si possono incontrare numerose difficoltà, che a volte sono tali da compromettere in modo transitorio o durevole il normale funzionamento psico-emotivo della persona.

 

Molti genitori di figli adolescenti quando si trovano ad attraversare questa delicata e importante fase della vita fanno esperienza di malumori e improvvisi scoppi di rabbia alternati a momenti di incontenibile espansività ed euforia. Cosa accade quando arrivano i fatidici 14-15-16 anni? Come mai il bambino tranquillo, educato o dolce e sensibile diventa uno sconosciuto? Gli adolescenti si trovano in una fase di trasformazione, dove cercano anche di capire sé stessi. Il cervello e il corpo cambia, subendo una massiccia riorganizzazione e quello che appare come un comportamento sgarbato, sconsiderato e assurdo non è del tutto imputabile a loro. Spesso si pensa che l’adolescente abbia la capacità di controllare il suo comportamento ribelle e che la sua distrazione e la tendenza a non ascoltarci siano del tutto consce. In realtà non è proprio così!!!

 

Per molto tempo, infatti, si è ritenuto che lo sviluppo del cervello umano fosse pressoché compiuto con il raggiungimento della pubertà e che, nell'adolescenza, fosse a tutti gli effetti un organo maturo, sia pur privo di esperienza di vita e che la causa di tutti i cambiamenti tipici di questa fase fossero attribuiti a una generale immaturità dei ragazzi. Fino a qualche tempo fa si pensava fosse molto simile a quello degli adulti, solo con meno esperienza.

 

Nell'ultimo decennio, invece, la neurofisiologia e le neuroscienze hanno mostrato come il cervello degli adolescenti sia di fatto diverso da quello degli adulti, sia nella sua connettività sia nella sua funzionalità, spiegando così gran parte dei comportamenti bizzarri o sconclusionati che spesso siamo soliti vedere in questi ragazzi che sembrano alieni al giudizio e all’autocontrollo, pur tuttavia ragionando in modo creativo e con idee brillanti.

Il cervello di un adolescente è al tempo più potente e vulnerabile che in qualsiasi altro periodo. È un po' come se assomigliasse ad una FERRARI nuova di zecca con tutti i meccanismi funzionanti e al massimo della loro potenzialità ma non ancora rodata, è su di giri e non sa bene dove deve andare.

 

Allo stesso tempo però ci si stupisce di come cambi la capacità di apprendimento di un adolescente che, crescendo, comincia a ragionare sul mondo che lo circonda in modo sempre più astratto e originale, riuscendo a far fronte a richieste scolastiche sempre più impegnative. “Ma allora?” torna a chiedersi il genitore “se è così intelligente, perché si comporta da stupido?”. Una spiegazione neurofisiologica c’è.

Una delle regioni del cervello che cambia in modo radicale durante l’adolescenza è la corteccia prefrontale, quella parte del cervello che si occupa di funzioni cognitive di alto livello, come

  • prendere decisioni
  • organizzarsi
  • soppesare le azioni
  • inibire atteggiamenti inappropriati
  • giudicare i comportamenti
  • il saper attendere e avere la pazienza di non ottenere tutto e subito
  • capire le intenzioni degli altri e il punto di vista degli altri.

Tutte queste qualità (giudizio, pianificazione, attesa, mettersi nei panni degli altri) sembrano aliene agli adolescenti. Le neuroscienze ci spiegano perché: le aree cerebrali frontali sono le ultime a formarsi e a completare la loro maturazione.

La combinazione di questo elemento, il fatto che i lobi frontali siano una delle ultime regioni a svilupparsi e a connettersi con le altre, con l’immaturità del sistema limbico sede dell’integrazione delle emozioni, spiega il perché gli adolescenti sono quel che sono e rende l’idea di come gli attimi d’irritazione e isteria, spesso rilevati tra gli adolescenti, siano da attribuire non solo ad un fattore ormonale ma soprattutto ad un’attività immatura delle strutture deputate al supporto dell’emotività cui si associa un’assenza di controllo inibitorio da parte delle aree più evolute del nostro cervello. Questi dati hanno potuto spiegare il motivo per cui gli adolescenti siano non solo volubili sul piano emozionale ma anche inclini a cercare esperienze emotivamente cariche, come un libro che li fa piangere o un ottovolante che li fa urlare.

 

Così se gli adolescenti sono avventati, distratti o irritabili non è necessariamente per spirito di opposizione all’autorità dei genitori ma anche perché i loro lobi frontali, ossia l’area in cui si valutano le situazioni e si prendono le decisioni, si soppesano le azioni, non sono ancora efficienti e quindi non consentono la piena consapevolezza delle conseguenze delle proprie azioni ed è per questo che dobbiamo essere noi i lobi frontali dei nostri figli.

 

Mai dare le chiavi di un’auto sportiva in mano ad un neo-patentato!
Non è solo questione di inesperienza: è che la capacità di giudizio di un diciottenne è molto diversa rispetto a un venticinquenne (con le dovute differenze tra persona e persona). Diamo quindi tempo e fiducia ai neuroni adolescenti di apprendere, fare esperienza, mettersi in ordine, di collegarsi tra loro in modo inaspettato e completamente nuovo: prima o poi l’età adulta arriverà.

 

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