La donna narcisista: quando il narcisismo patologico è donna

“Avvicino la mia faccia alla tua e non so ancora se ti mangerò o ti bacerò”
Italo Svevo

 

Negli ultimi tempi si è sentito molto parlare di narcisismo patologico e di come le persone che ne soffrono mostrino un bisogno costante di affascinare il mondo intero e allo stesso tempo di avere qualcuno che abbia bisogno di loro per rafforzare la propria immagine.

Queste persone sono spesso dotate di grande fascino, perché si mettono in gioco sotto molti aspetti, da quello fisico, intellettuale, lavorativo e offrono la possibilità di fare altrettanto con i loro partners coinvolgendoli e sperimentando con loro sesso e desiderio.

Poiché quando si parla di narcisismo, si fa quasi sempre riferimento al mondo maschile, in questo articolo invece parleremo del narcisismo femminile.

 

La donna narcisa

Sebbene le donne rispetto agli uomini siano filogeneticamente programmate alla relazione, all’accudire, ai sentimenti rispetto ai maschi, negli ultimi anni si è allentata la rigida ruolizzazione della donna, la quale si è chiamata in causa nella sfera pubblica e lavorativa.

La strada del narcisismo si è quindi aperta anche al gentil sesso.

Anche le donne hanno iniziato quindi a vivere la contraddizione tra le richieste del mondo presente sempre più elevate e pretenziose e la sensazione di non riuscire a soddisfarle. 

Questo ha portato alla costante sensazione di un senso di fallimento e di inadeguatezza, dove rifugiarsi nel narcisismo rappresenta l’unica strategia per difendersi e per poter recuperare la propria autostima.

Come sostiene Ulrich Beck: “ In un epoca in cui la storia si riduce al presente (eterno) e tutto ruota intorno all’asse del proprio io personale e della propria vita , il narcisismo viene rinforzato”.

Mentre per gli uomini la definizione di narciso è quasi un vanto, per le donne rappresenta ancora un segnale di presunzione e di egoismo, viene quindi visto come un limite.

 

Ma come sono le donne narcise e come si presentano?

Sono donne intellettualmente vivaci, poco attente ai bisogni e alle esigenze degli altri, restando internamente adolescenti per lungo tempo.

La loro stima oscilla costantemente e pertanto risultano umorali.

Amano le sfide e le imprese difficili e per questo sanno vendersi molto bene nel lavoro.

Il lavoro infatti è sempre al primo posto, ma quando sono libere vorrebbero invece che il partner si liberi e si adegui a loro completa disposizione.

Nell’amore hanno una costante necessità di confronto e rassicurazione, si mostrano totalmente bisognose di attenzioni da parte del partner ma quando e come dicono loro. Nei loro tempi e nei loro modi.

La donna narcisa ricorda a tratti la mantide religiosa, programmata per sedurre il maschio per poi una volta avvenuto l’accoppiamento, ucciderlo.

Il tema del potere è centrale anche in loro, infatti, ogni desiderio diventa diritto e la prepotenza barbarica le portano a ricattare l’altro e ad andarsene (o a minacciare di farlo) se non ottengono delle regole di convivenza che le rassicuri.

Si annoiano facilmente, hanno infatti bisogno di sfide continue e di un quotidiano accattivante che possa offrire loro un riconoscimento.

Desiderano essere stimolate, stupite e mai essere messe in secondo piano; tradiscono naturalmente se incontrano qualcuno che interessa loro più del compagno ufficiale.

Come gli uomini anche le donne narcise cadono spesso preda della sofferenza. 

Il dolore emotivo a volte spesso esasperato può rappresentare una modalità disfunzionale per sapere di esistere, altrimenti la vita sembrerebbe troppo facile e quindi elementare.

Sono donne cresciute in un ambiente familiare con genitori inadeguati da un punto di vista emotivo.

Le figure di riferimento possono essere state a loro volta delle figure narcisistiche che a tratti le ponevano al centro del loro interesse, lodandole, seducendole, viziandole e a tratti ignorandole totalmente.

Sappiamo ormai, come la qualità delle relazioni genitoriali rappresenti un fattore predittivo per un buon funzionamento della personalità e dei suoi aspetti.

Spesso in queste famiglie le risposte parentali non sono state supportive ossia non adeguate ai reali bisogni della bambina.

 

Questo ha determinato una fissazione a delle modalità arcaiche di difesa allo scopo di contenere angosce di disintegrazione.

Le relazioni delle donne narcise vengono quindi utilizzate per proteggere la propria autostima e il loro senso di sé così fragile.

Narcise quindi si diventa attraverso una serie di vicissitudini familiari ed extrafamiliari, ma non si muore se si è pronti a mettersi in discussione.

 

di Sara e Katia Santerelli

 

Tratto dal libro: “Ho sposato un narciso“; Umberta Telfener.

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