Come liberarsi dalla paura di amare

E lei disse “sono la fanciulla nella caverna”
Le tue paure -tutta questa storia della fiducia-
Sono come un drago che ti blocca il passaggio verso me.
Vale la pena combattere il drago per me?
Come puoi voltare le spalle e lasciare che sia il drago a vincere?

Che cos’è l’amore?

Platone ha etichettato amore un “desiderio irrazionale", e i titoli delle canzoni come “The things we do for love” o "Why Do Fools Fall In Love", esprimono l’effetto di confusione che le relazioni d'amore possono avere sui cervelli umani. Per gli esseri umani, uomini e donne, non c'è forse fascino o ossessione più grande per i sensi, il cuore e la mente, corpo e spirito. Quello che in realtà viene chiamato “Amore” a volte può avere mille sfaccettature che in realtà non hanno niente a che fare con tale parola. Ci sono innumerevoli modi di amare, a volte molto contorti, complicati, modi che possono creare disagio e dolore anziché serenità in chi ama. Molti sono i percorsi che portano all'infelicità e può anche accadere che le modalità attraverso cui alcune persone manifestino il loro affetto facciano pensare più all'odio che all'amore.

 

Cosa vuol dire paura di amare?

Da dove nasce, cosa comporta, che effetti ha sulla persona e sulle sue relazioni? La Schema Therapy o terapie delle trappole sviluppata da Jeffrey E. Young pone come uno dei concetti fondamentali quello di schema disfunzionale precoce, che può compromettere in modo significativo la qualità di vita delle persone e che può essere percepito da chi lo incarna come verità indiscutibile. In un’ottica Schema Therapy possiamo dire che questo tipo di paura ha radice in schemi maladattivi di abbandono, deprivazione emotiva, sfiducia, costruiti in seguito ad esperienze precoci negative, situazioni in cui i bisogni emotivi di amore e stabilità, conforto e protezione, rispetto e fiducia non sono stati adeguatamente soddisfatti.

 

Nella relazioni spesso tentiamo di saldare crediti emotivi che appartengono ad esperienze passate, qualcuno che non ci ha amato abbastanza, qualcuno che non ha creduto in noi, che non ci ha compreso o sostenuto, che ci ha detto che non andavamo bene o che dovevamo fare di tutto per meritarci l’affetto.

Può succedere tuttavia che i tentativi che mettiamo in atto con l’obiettivo di saldare questo credito, di nutrire quei bisogni emotivi tanto insoddisfatti nella nostra vita, portino di fatto proprio a mantenerli con condotte, atteggiamenti e valutazioni di noi, degli altri e del mondo e questo per via di quegli schemi di cui citavamo sopra.

 

Immaginiamo una persona cresciuta con l’idea che l’amore non avrebbe fatto parte di sé, che non ci sarebbe stato mai nessuno che avrebbe potuta amarla e starle accanto, che tanto prima o poi sarebbe rimasta sola, tradita o abbandonata.

E immaginiamo che per proteggersi da questa terribile sensazione abbia costruito inconsapevolmente una fortezza che l’abbia distaccata dai propri bisogni convincendosi che la vita che stava vivendo tutto sommato le appartenesse.

Possiamo prevedere come si potrebbe sentire se ad un certo punto dovesse fare esperienza di cosa significhi essere vista, amata, rispettata, compresa come non mai? se si trovasse di fronte ad una persona, una bellissima persona piena di sentimenti, ammirazione e protezione per lei?

Si potrebbe sentire certamente felice, con le farfalle nello stomaco, il cuore a mille e ad un metro da terra… molto probabilmente non le sarebbe così facile abbandonarsi a quella bellissima esperienza…e forse possiamo immaginare che dietro a tanta sofferenza ci sia una bambina interiore che chiede di essere salvata “forse aspetto ancora l’eroe che mi salvi dal mostro che imprigiona i miei sentimenti, rassegnandomi a vivere una vita non mia…e aspetto ancora colui che curi le ferite di questa prigionia per essere libera finalmente di amare

Ma noi sappiamo bene che il miglior salvataggio è quello che viene da dentro, dall’amore per se stessi, attraverso la consapevolezza del perché si è così tanto infelici e la conoscenza di quei meccanismi, di quegli schemi maladattivi precoci che spingono il mantenimento di certe modalità di coping che, seppur con una funzione protettiva (difendersi, proteggersi, distaccarsi dal dolore, dalla sofferenza), impediscono il riconoscimento e il soddisfacimento di quei bisogni emotivi di cui ci si è sentiti tanto privati.

 

Identificare i campanelli di allarme che consentono un riconoscimento dell'attivazione dei nostri modi relazionali patologici di cercare amore a tutti i costi o di evitarlo in alcuni casi proprio per paura, è un passo essenziale per cambiare la rotta del proprio destino affettivo.

 

Il percorso per sottrarsi ad un destino sentimentale che sembra avverso è un percorso interiore nelle paure, assenze e mancanze, dove la consapevolezza è il primo passo.

Comprendere e affrontare con il giusto aiuto questo tipo di problema può essere di grande aiuto per recuperare un modo di amare e di essere amati.

 

di Katia e Sara Santarelli

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